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26 settembre 2013

Quelle che "ho il fida che mi porta in giro"


Ho finito le lezioni a scuola guida. Ciò vuol dire che ho da qui al 4 novembre, giorno dell'esame, più di un mese per prepararmi a dovere a sostenere lo scritto. Si, io ho bisogno di mesi interi per ste quattro minchiate, compatitemi. 
Comunque. Al corso sono l'unica femmina in mezzo a tutto sto branco di ragazzi, e fin qui tutto bene. Però diciamo che questa penuria di femmine mi ha insospettito giusto un poco. Perchè non era possibile che adesso le femmine non si prendono più la patente. Fortuna che poi ho capito : a non prendersi la patente sono le femmine fidanzate. 
Sembra una follia, è una follia, ma è così !
Ma perchè dopotutto, già il paese è piccolo, poi hai il fidanzato che ti scarrozza in giro, a che ti serve guadagnarti la tua indipendenza ? 
A che ti serve non chiedere nulla a nessuno, potere decidere quando e dove andare senza stare a vedere se qualcuno può venire con te ?
Attenzione : non sto dicendo che non se la prenderanno mai, ma per adesso, per qualche altro anno, non ne vogliono sapere. Per me è inconcepibile. 
Sono nata e cresciuta con una madre che, ringraziando il Signore, mi ha ficcato in testa tre principi fondamentali : 
- Indipendenza economica
- Indipendenza nei trasporti 
- Indipendenza personale 
Quindi per me è inconcepibile, una cosa che non esiste, che non dovrebbe esistere a prescindere.
Ma esiste. Voi ridete e scherzate ma esiste. 

16 settembre 2013

Dimmi come studi e ti dirò chi sei


Deve essere abbastanza frustrante avermi come alunna.
Mi immagino io i professori che sacrificano animaletti a qualche strana divinità nella speranza che mi becchi qualche malanno che mi impedisca di venire a scuola.
Ma non perchè vada male, anzi, ho voti che rasentano l'eccellenza, ma se avessi un'alunna come me in classe il mio desiderio di accopparla sarebbe infinito.
Questo perchè io, sostanzialmente, sembro disattenta. Completamente. Se mi si guarda in faccia pensi che io non ti stia ascoltando. Magari gioco pure al cellulare, chi lo sa.
Non parlo, sono chiusa in un mutismo irreversibile, non alzo la mano, non partecipo al dialogo in classe. C'ho la faccia da schiaffi ecco. Ma da sberle a mani aperte. 
Però invece ascolto. E tanto. Poi arrivo a casa, leggo una volta e prendo 9 ( memoria fotografica ily ) e i professori mi vorrebbero ancora di più accoppare in maniera lenta e dolorosa perchè non capiscono COME. Eheh.
Voi invece che tipi di studenti siete/eravate ? 



EDIT : Sto cercando un sito fesssscion e cool per rinnovare il mio blog forevaH, quindi se avete qualche link di siti con bei temi, linkate !

26 luglio 2013

Aggiornamenti futili

Sto pensando di sposare un qualche arabo miliardario, ucciderlo e prendermi tutti i soldi e fare la miliardaria. C'è lavoro migliore del fare la miliardaria ? 
Anche perchè, alla fine della prima parte di questo corso non è che abbia ancora le idee chiare. Quindi sto progettando di diventare miliardaria così, uccidendo gente a caso dopo averle sposate. Non farei altro che fare shopping, mangiare, interventi di chirurgia per dimagrire ... mangiare di nuovo ed essere schifosamente felice. 
E imparerei ad ancheggiare come Mick Jagger. No dico, ma avete visto Mick Jagger che a 70 anni si ancheggia meglio di me che ne ho 17 ? 
E lavorerei, ma solo per non annoiarmi, non con il pensiero di dovere arrivare a fine mese perchè ehi, hai appena ucciso tuo marito diventando miliardaria, è ovvio che arrivi a fine mese !
La verità è ggi abbiamo fatto la seconda simulazione dei test e non penso di essere andata male, ma solo perchè ci aiutavamo a vicenda. La chimica è un osso molto duro da mandare giù.
Tra dieci giorni parto per Dublino ! Non ho ancora preparato nulla, so soltanto che al più presto dovrò andare a fare shopping e spendere, tanto ! Cosa che verrebbe più facile se avessi già ucciso qualche marito ricco, ricchissimo.
Ah, e mi sono lasciata. Cioè, io ho lasciato lui. Dio mi fulmini se riesco a tenere una relazione su.
Ma sto bene, e soprattutto sto per partire per Dublino, quindi 




17 luglio 2013

Fisime

Ultimamente mi sono messa a fare discorsi profondi da quando ho cominciato il corso per medicina. 
Mi sono accorta che nessuno li dentro vuole fare un medico. Nessuno. O meglio, nessuno lo vuole fare così tanto, da riprovarci più e più volte se fallisce la prima volta.
Che io devo stare ferma 20 anni aspettando di entrare ? Ma vado a pascolare le pecore, intendiamoci.
E come me, tutti hanno un piano B, che magari preferiamo pure. 
Molti sono figli di medici, molti semplicemente hanno scelto il male minore, altri, come, si sono detti che alla fine non c'erano tante alternative, i medici guadagnano e mi piacerebbe mantenere il mio tenore di vita e trasmetterlo ai miei futuri pargoletti.
Si però voglio dire ... nella classe siamo in trenta. Trenta che abbiamo sborsato fior di quattrini per far qualcosa che non ci appassiona neanche così tanto. E magari entriamo e ci diamo i nostri esami e diventiamo medici e magari non è la nostra strada, quella che avremmo voluto intraprendere. 
E magari c'è un signor Tizio, che non ha i soldi per farsi il corso, che da solo studiare è difficile, ma che ha il giuramento di Ippocrate tatuato sul petto, che vuole fare solo questo e non entra. E io, che magari me ne sto sbattendo, entro.
Trovo che sia molto ingiusto. 
Trovo anche però che alla fine ognuno guarda il suo, e che prima di ogni cosa devo pensare a me stessa e al mio futuro. 

28 giugno 2013

Incontri del ventesimo tipo

Oggi è stata una giornata strana, tra le più strane vissute in questi quasi diciotto anni, roba mai vista in sintesi. Intanto oggi al corso ci hanno portato i risultati del test iniziale e ho fatto cagher della peggio paniera. Dico solo che ho preso 40, 5 e c'è chi ha preso anche 68. Uccidetemi. Giuro che per un secondo ho pensato "Ma che sto facendo qui ?", e tutti che continuano a ripetermi che "Beh Ale, hai la faccia da lettere " di certo non aiutano. 
Ma ho promesso che avrei fatto il culo a tutti quindi vi farò sapere al prossimo test. Ho già cominciato a studiare. 
Inoltre oggi ho rivisto Lui, con la sua fidanzata. Con la fidanzata con la quale stava mentre stava con me. Ero al bar con una mia amica e ci siamo salutati e ho notato lo sguardo che lei gli dava. Era uno sguardo così innamorato e in quel momento mi ha fatto schifo, Lui.
Lei lo ama così tanto da stare male, me ne sono accorta. Pensa che sia ricambiata. E invece stava con me. Baciava me, toccava me. E io che ci stavo pure.
Oggi mi sono accorta di quanto io abbia sbagliato a fare l'Altra. Me ne sono accorta perchè ho conosciuto Lei e ho pensato che io ultimamente guardo in quel modo un ragazzo, e a cosa proverei se succedesse a me, di avere più corna di un cervo. E no, non è una bella cosa. 

26 giugno 2013

Di Clio e di corsi

Sto guardando Clio su Real Time e sta usando aggeggi che non avevo mai visto e di cui non avevo mai sentito parlare. Tutto ciò colpisce il mio animo femminile nel profondo. Che poi questa guadagna truccando laggente. Viene pagata per mettere trucchi. Il suo viso mi ricorda tanto quello di Moira Orfei.
Ho cominciato da ieri il famoso (?) corso di preparazione per l'università. Si, alla fine eccomi lanciata verso medicina, verso la strada che mi porterà a praticare incisioni nelle carni dellaggente sopra citata. Oggi è stato il primo vero giorno di lezione. Due ore di chimica e due ore di biologia. Roba che proprio no.
La classe è composta da tanti piccoli genietti che già vedo con un bisturi in mano o con la testa dentro alla Gina di qualche donna cercando di far uscire un palletto cagoso e strillante. Ah, le gioie della maternità.
Comunque. In una classe dove sono tutti bravi :

  • Nessuno parla
  • Nessuno ride
  • Nessuno se ne strafotte e gioca al cellulare
  • Tutti vogliono imparare
  • La mia pazienza arriva al limite
Perchè noi "bravi" abbiamo un piccolo difetto : ci scanniamo come cani tra di noi cercando di apparire ancora migliori di quello che siamo. Beh, io no. Cioè, io mi faccio la mia vita, ma ci stanno un gruppetto di ragazzi che fanno a gara a chi risponde prima e mi verrebbe da urlare che no, non ci saranno voti e che no, neanche ricevimenti e che Dio sia lodato. 
Vedremo come andrà.
E' finito anche Clio e benedetti dei quanto mi sta sulle palle sta donna.
Ah, c'è una cosa che non vi ho detto, e che non vi dico perchè altrimenti mi porto rogna dietro.



16 marzo 2013

Gli autisti SANNO.

Parto dicendo che i miei non ci hanno creduto. 
Dopotutto mica sanno di avere cresciuto un cavolfiore invece che una persona. 
Questa mattina ho preso l'autobus. Sta di fatto che passano un cinque autobus tra le sette e le sette e mezza e dunque hai grande possibilità di scelta.
Sta di fatto che essendomi svegliata tardi, sono scappata da casa salendo sul primo autobus che è capitato.
Tutto tranquillo. Strada giusta, incroci giusti, prima fermata giusta. Poi, stranamente, l'autobus gira, prendendo una strada che non avrebbe dovuto prendere. 
"Ehm ... ma questo porta al piazzale, vero ?"
"No, porta InCuloAlMondo, mica avrai sbagliato autobus"
"NOOO, SI FIGURI !"
Sprofondata nel mio sedile con il volto paonazzo mi lascio trasportare fino alla seconda fermata, lontana mille miglia da dove avrei dovuto essere. Sono le 7:55 e io sono ancora in giro. Sbianco.
"Mmmh senta, ma proprio al piazzale non ci passa neanche di striscio ?"
"Si, ma non prima delle 8:30"
"Merda"
"Come ?"
"No niente"
E vengo trasportata al deposito degli autobus. Sola. Io e l'autista che, se gli gira, potrebbe anche scannarmi con si fa con i maiali. Passano i minuti. L'autista scende dall'autobus e io mi rintano ancora di più. Quasi mi addormento, quando vengo svegliata e l'autista che mi guarda come si guardano i poveri che chiedono l'elemosina mi fa "Senti, ho parlato con l'autista di quella circolare, ha detto che ti da un passaggio lui senza farti pagare"
Sono già le 8:20 e io non sono ancora partita. Salgo sull'altro autobus. Vuoto anche questo. Se non muoio oggi non muoio più. Al piazzale, ci arrivo alle 8:45.



A casa, quando lo racconto a mia madre, lei mi guarda e mi dice
 "Dai Ale, lo so che eri con Lui e stai inventando scuse, dai"
"Ma veramente ..."
"Perchè non vuoi dirmi la verità eh ? Non ci siamo sempre detto tutto eh ? COSA HAI FATTO ?"
"Ma veramente ..."
"NON TI FIDI PIU' DI ME !"
"Ma veramente ..."


13 dicembre 2012

La grande famiglia delle schiappe in matematica.



A me, la matematica non mi è mai piaciuta. Tutti pensano che "Tu comunque c'hai la faccia di una brava in lettere e filosofia" [cit.] , nota che mi trafigge il cuore ogni santa volta, perchè anche se c'ho la faccia, non c'ho il futuro.
Comunque. Nonostante il mio odio per tale materia, sono sempre stata una delle più brave della classe alle medie e ora alle superiori, ho un dignitoso 7 che tengo stretto.
Capitò che presi 7 e mezzo. Capitò che questo mi richiama di sicuro, per il 7 o per l'8.
Capitò che interroga sui logaritmi, e che io non sappia nemmeno cosa siano.
Capitò che per la prima volta nella mia vita, io abbia avuto bisogno di due lezioni private di matematica.
Dobbiamo precisare che io ho sempre preso lezioni di latino e greco. Da sola. Io e il professore. Vado invece adesso a entrare in una stanzetta con altre cinque persone e questo professore ( che fu professore di mio padre ) che sa dire solo due parole "Vabenevabene" - si, unito e detto veloce - quando una cosa va bene e "Nono" quando sbagli.
Sostanzialmente come con i cani, che quando fanno pipì sul tappeto indicano la macchia ormai pulita e urlano "No" quando il cane non capisce dove abbia sbagliato.
Il professore ha anche altri poteri, tra cui il maggiore quello di poter leggere e scrivere al contrario : se io e il professore siamo l'uno di fronte all'altro, lui riuscirà a leggere il mio quaderno, benchè sia girato. E, beh, inoltre riesce, alla sua veneranda età, a badare a sei persona di differente età, scuola e soprattutto argomenti. 
Gli altri miei compagni in questi due giornate sono stati cinque ragazzi.
Ora. Io sola ragazza e sti cinque. Quando capita una cosa del genere mostro due atteggiamenti :

  1. Quello del buddy, dell'amico, quello che fa le battute, con cui potresti fare la gara di rutti
  2. Quello della ragazza che pensa che quei cinque ragazzi siano gli ultimi rimasti sulla terra, cominciando ovviamente a fare la cretina con loro. 
Fortunatamente, dato che non c'è nessuno di memorabile e io sono vestita di così tanti maglioni che perfino la cacca di Arale è più sensuale di me, decido di essere la prima persona. 
Capiamoci. Le persone che hanno problemi in matematica ( quindi praticamente quasi tutti ) sono una grande famiglia. Siamo tutti dei poveri cretini che appena vedono numeri cercano un cappio e una trave. Quindi in questi due giorni di convivenza ci siamo spalleggiati abbastanza non conoscendo neanche i reciproci nomi. 
Peccato che essendo io una persona intuitiva, dopo che il professore mi aveva fatto un esempio di sistema logaritmico avevo cominciato a farli tutti giusti da sola, non è che ci fosse tutto questo bisogno di andarci di nuovo, ma l'ho fatto lo stesso.
E' una bella cosa, sapete, fare parte di un gruppo dove si hanno tutti le stesse mancanze, più o meno. 
Solo che io non ne o più bisogno, quindi non penso che ci andrò una terza volta, e un poco mi dispiace. E' comunque un'esperienza da ricordare. Come i simpatici aneddoti del professore su mio padre gggiovane. 

20 novembre 2012

Ehi, vuoi farti un tiro ?

Accecata dal sole, con i capelli verdi e una faccia da culo. Okay.

Capita, quando tipo torno dalle feste, che puzzi di fumo peggio di una ciminiera.
Capita, quando mi si presenta davanti gente che mi chiede l'elemosina, che mi diano accendini per ringraziarmi.
Capita, che mi si diano pacchi interi di sigarette per tenerle volendo evitare vari genitori incazzati.
Capita, non si può fare niente.
Però, mai e dico mai i miei hanno dubitato di me. Sanno che non fumo, che non ho mai provato, che non vorrò mai provare, e quindi possono anche trovarmi dentro una stanza per fumatori, ma sarà per sbaglio, non mi vedranno mai con la sigaretta in bocca.
Ma non è tanto che io non fumo e lo sanno, ma capisco che ci sono tutti i presupposti per dubitarne, ma loro non lo fanno. Si fidano di me. 
Amo.

22 ottobre 2012

Ti vuoi mettere con me ?


Giusto perchè mancano dieci giorni al mio compleanno, torniamo insieme nel tempo e scriverò un fatto del mio passato fino al giorno fatidico !
Ieri avevo sei anni, oggi ne ho undici, vado in prima media e conosco il mio compagno di classe che sta con il banchetto davanti al mio.
Partiamo dal presupposto che quando andavo alle medie, ero peggio di una muta. Io non parlavo, io prendevo un foglietto, scrivevo quello che avevo da dire e lo davo alla persona interessata. 
Conobbi quindi A. , un bambino tanto simpatico, con quelle labbrucce a goccia che ancora oggi le vedo e sospiro. 
Ma a undici anni non lo cagavo di striscio. 
Fu lui a cagare me. O meglio, lui disse alla mia compagna di banco che mi trovava simpatica, che a quei tempi era una vera dichiarazione d'amore. Quando mi arrivò questa notizia dato che mi sentivo figa ad avere uno spasimante, giusto per non rifiutarlo, presi un biglietto e ci scrissi sopra "Mi stai simpatico anche tu" .Campane sonanti, A. fu il mio primo fidanzatino ufficiale, l'unico veramente ora che ci penso. 
Siamo stati assieme un mesetto e ci tenevamo la manina e udite udite gli avevo anche dato un bacio sulla guancia, che trasgressiva.
Cosa accadde ?
Quello che accade sempre con me.
Mi disse non più che gli stavo simpatica, ma che gli piacevo proprio tanto tanto.
Così , incapace di parlare, gli scrissi un altro biglietto pregandolo di non dirmelo mai più. 
Non lo fece, continuò. Iniziai a sentire le catene che avvolgevano le mie asili gambette da undicenne che mi legavano a lui, e la cosa non mi stava più bene.
Nel frattempo un altro mio compagno, S. , era diventato il prototipo dell'amore non corrisposto : ovvero, io potevo anche amarlo, ma lui non mi guardava.
Il sapere che non sarei stata ricambiata mi faceva sentire libera, non mi dava la sensazione delle catene.
Presto fatto, scrissi un altro bigliettino dove lasciavo A. per mettermi in adorazione di S. per tutte le medie.
Senza ovviamente mai venire ricambiata, figuriamoci. 

18 settembre 2012

Se mai insegnerò qualcosa agli altri



Dato che, se Dio vuole, io mi vedo professoressa di storia e filosofia ho pensato di scrivere questo discorso che immancabilmente dovrò leggere ai miei futuri studenti, in modo da essere sicura di non cominciare con il piede sbagliato.

Carissimi studenti,
Se siete venuti in un liceo e non siete invece a zappare la terra, vuol dire che non siete del tutto stupidi.
So che oggi è il peggior giorno della vostra vita e che vorreste che tappassi la mia bocca con qualsiasi cosa pur di lasciarvi dormire o pensare ai beneamati cazzi vostri, lo so. E so anche che questa mattina eravate zombie e vi siete chiesti perchè siete qui, chi ve lo ha fatto fare e se siete ancora in tempo ad andare a fare il provino per *inserirenomerealitydelfuturo*. Per questo motivo penso che possiamo anche metterci d'accordo.
Io vi prometto che mai e poi MAI vi dirò "Ragazzi, stavo sul letto di morte ma sono venuta solo per voi" perchè so , SO, che pregate ogni sera perchè mi venga chissà quale malattia grave e vorreste buttarmi fuori dalla finestra . Inoltre vi prometto, giovani , che non farò mai battute dementi perchè che non ridete con me ma di me, e c'è tanta differenza.
Prometto di non credere che voi studiate durante l'estate solo perchè ve lo dico io o che facciate i compiti invece che scaricarli da Internet. E soprattutto non vi dirò mai cose del tipo "Perchè, ditemi quale ragazzino della vostra età non trovi DIVERTENTE alle feste portarsi dietro una versione e farla ?" ( Realmente detto da una mia professoressa ) perchè in quel momento avrete già caricato le pistole.
Prometto di non ammorbarvi con le storie dei miei figli piccoli o del mio cane o con la mia vita e prometto che cercherò di essere proprio come il mio vecchio professore di latino e greco che voi non avete conosciuto ma che continua ad essere la mia guida spirituale e un grandissimo uomo.
Ma voi, voi dovete promettermi che vi sforzerete.
So che volete vegetare tutto il pomeriggio su *inserirenomedelfuturosocialnetwork* o stare a fornicare come conigli su ogni superficie possibile invece che aprire mezzo libro, vi pare che non lo so ? Sono stata giovane anche io . Promettetemi però che cercherete di aprire la mente ed il cuore ai grandi pensatori del passato, magari non tutti i giorni, ma dovrete farlo prima di tutto per la promozione perchè altrimenti i vostri genitori attaccheranno le vostre teste come trofeo in salotto, ma poi perchè la filosofia rende liberi e la storia ci insegna a non fare gli stessi sbagli del passato, ma che comunque continuiamo a fare perchè noi umani siamo nati e creati per sbagliare e sbagliamo tante ma tante di quelle volte ...
Non vi sto dicendo che la scuola è divertente, perchè non lo è. Non lo è studiare tutto il pomeriggio, non è divertente alzarsi presto, lasciare il pigiama per i jeans, fermare quel sogno dove stavate per combinare l'incontro della vostra vita, ma è utile.
E' utile perchè un giorno crescerete e avrete bisogno non di un'equazione e certamente non del pensiero di Epicuro o della guerra delle Due Rose, ma del metodo, del mettersi il culo sulla sedia e lavorare perchè senza sudare non si arriva da nessuna parte.
Quindi ecco il patto, mio e vostro.

Che dite, apprezzerebbero ?