Visualizzazione post con etichetta Diario. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Diario. Mostra tutti i post

16 marzo 2013

Gli autisti SANNO.

Parto dicendo che i miei non ci hanno creduto. 
Dopotutto mica sanno di avere cresciuto un cavolfiore invece che una persona. 
Questa mattina ho preso l'autobus. Sta di fatto che passano un cinque autobus tra le sette e le sette e mezza e dunque hai grande possibilità di scelta.
Sta di fatto che essendomi svegliata tardi, sono scappata da casa salendo sul primo autobus che è capitato.
Tutto tranquillo. Strada giusta, incroci giusti, prima fermata giusta. Poi, stranamente, l'autobus gira, prendendo una strada che non avrebbe dovuto prendere. 
"Ehm ... ma questo porta al piazzale, vero ?"
"No, porta InCuloAlMondo, mica avrai sbagliato autobus"
"NOOO, SI FIGURI !"
Sprofondata nel mio sedile con il volto paonazzo mi lascio trasportare fino alla seconda fermata, lontana mille miglia da dove avrei dovuto essere. Sono le 7:55 e io sono ancora in giro. Sbianco.
"Mmmh senta, ma proprio al piazzale non ci passa neanche di striscio ?"
"Si, ma non prima delle 8:30"
"Merda"
"Come ?"
"No niente"
E vengo trasportata al deposito degli autobus. Sola. Io e l'autista che, se gli gira, potrebbe anche scannarmi con si fa con i maiali. Passano i minuti. L'autista scende dall'autobus e io mi rintano ancora di più. Quasi mi addormento, quando vengo svegliata e l'autista che mi guarda come si guardano i poveri che chiedono l'elemosina mi fa "Senti, ho parlato con l'autista di quella circolare, ha detto che ti da un passaggio lui senza farti pagare"
Sono già le 8:20 e io non sono ancora partita. Salgo sull'altro autobus. Vuoto anche questo. Se non muoio oggi non muoio più. Al piazzale, ci arrivo alle 8:45.



A casa, quando lo racconto a mia madre, lei mi guarda e mi dice
 "Dai Ale, lo so che eri con Lui e stai inventando scuse, dai"
"Ma veramente ..."
"Perchè non vuoi dirmi la verità eh ? Non ci siamo sempre detto tutto eh ? COSA HAI FATTO ?"
"Ma veramente ..."
"NON TI FIDI PIU' DI ME !"
"Ma veramente ..."


5 febbraio 2013

Scapppate, mortali, dallo sguardo da suocera !

Conobbi Questa-Determinata-Persona (QDP per gli amici ) durante l'occupazione, quando, dato che non riesco a stare senza aiutare la gente, ho evitato che si prendesse a pugni per un problema risolvibile in due secondi netti. Cominciò così il progetto cinema che ho aiutato a tenere in piedi senza che QDP si mettesse le mani ai capelli ogni due per tre. Così, senza che mi pagassero/dessero credito scolastico/qualche riconoscimento.
Capitò che non lo vidi più dalla fine dell'occupazione ma, in segno di educazione, quando l'ho incontrato stamattina l'ho salutato.
Noto però questa figura accanto a lui, la famigerata madre che non appena capisce che si, io conosco suo figlio, o meglio, suo figlio conosce una ragazza, mi punta gli occhi addosso.
- Oggi mi sento male - mi dice QDP tossendo, e giustifica la presenza della madre dicendo che vuole per forza accompagnarlo in classe. La donna continua a fissarmi senza remore.
- Vi conoscete ? - mi chiede fissandomi ancora, scavandomi dentro l'anima.
- Si, abbiamo fatto il corso di cinema e bla bla bla -
La donna mi mette una mano sul braccio, roba che mi verrebbe spontaneo urlarle "Ma lei chi cazzo è mi scusi" e continua a guardarmi per poi dire
- Vedi ? Avete già qualcosa in comune, il cinema ! E dimmi, siete compagni di classe, state nello stesso piano ? -
E poi lo riconosco. Lo sguardo da suocera.
 
 
 
Lo sguardo da suocera è lo sguardo che viene alle madri non appena vedono i figli approcciarsi a esseri del sesso opposto, pensando di essere finalmente riuscite ad accasarli/le.
Tanto che, di grazia, questa donna, sotto lo sguardo imbarazzatissimo del figlio, mi guardava come se avessi appena deciso di sposarlo, di fare con lui tanti bambini e toglierlo dalla triste solitudine della mano destra.
E' stata un'esperienza fuorviante, di quelle che ti fanno stare sveglia la notte con i brividi.
E' stato quello sguardo, vi giuro, quella convinzione delle madri di dovere per forza avere nell'immediato la progenie con qualcuno. Sono scena al piano sbagliato per andarmene immediatamente, sentendo dietro di me la voce della donna chiedere al figlio
- Era carina, gliel'hai chiesto il numero ? -
E sapete una cosa ? Io, il nome del figlio, non lo ricordo neanche.

21 gennaio 2013

La morte è al verde

Ho visto la morte in faccia quando, prendendomi una piccola incredibilmente enorme ( vitamine ), mi si è bloccata in gola e mi è mancato il fiato. Mi sono aggrappata al tavolo, ho tossito come una disperata e mia madre dice che sono diventata blue mentre mio padre continuava a urlare e batteva la i pugni contro la mia schiena per farmi sputare la pillola. Fortuna che ho vomitato tutto. Sono immortale a questo punto, cazzo !


Ecco, questo dovrebbe far riflettere su come un buon corso con le manovre di heimlich servirebbe a tutti oppure imparare a fare quella cosa con la penna dove si buca la trachea ( roba da ragazzi ).
Sempre parlando di cose allegre, in tv oggi, in quei canali provinciali che non guarda nessuno, tranne mio padre, è partita la pubblicità di un cimitero.

La crisi arriva anche li, che vi pare.

E quindi si vede questa bellissima panoramica di tombe e tutte le famiglie che ci vanno passeggiando con i fiori, neanche stessero andando alle giostre. E infine si inquadra il "proprietario" o come si chiami il tipo che le gestisce che sorridente dice "Venite a trovarci presto"
Ora. Già che io penso che uno che fa questo lavoro non dovrebbe neanche dire "Arrivederci" - così come i dottori - ma che poi mi vieni a dire che aspetti con ansia che ti venga a trovare, beh cazzarola, io mi gratto le palle. Che poi mi ricorda appunto il mio dottore che mi fa "Spero di rivederti presto" e io invece gli faccio con gli occhi sgranati "Io invece spero di non rivederla mai più" 


19 gennaio 2013

Troppo da affrontare.

Il mio dietologo è una di quelle persone che ti guarda come se fossi un alieno che entra nel suo studio per rapirlo, ti fa battute che è meglio che il mondo non sappia, ti chiama Milady se sei donna e Cavaliere se sei uomo e con una nonchalance da brividi ti chiede se oggi è il 25 maggio del 2010.
Qualcosa non quadra...
Sono stata schifosamente impegnata in questi giorni con elucubrazioni mentali degni di Leopardi per l'allegria e in ordine : 
  • Ho ordinato dei libri su internet e non sono ancora arrivati, il che mi fa come sempre sperare il peggio, tipo ad esempio che non mi arriveranno mai perchè ho scritto l'indirizzo sbagliato o giusto perchè il corriere vuole due grasse risate sulla mia sofferenza.
  • Sono stata appunto impegnata a pesare una quantità inguardabile di frutta e verdura mai mangiata in vita mia. E mi sto ancora chiedendo che diamine di erba sia l'invidia e il rughetto. 
  • Devo tagliare i capelli. Voi vi chiederete cosa ci sia di male, ma io non vorrei tagliare i capelli, ma devo. Solo voi donne potete immaginare la sofferenza immane di tale decisione presa perchè li ho così crespi e bruciati causa piastra e tinture che l'unica soluzione è tagliarli. Corti. Piango.
But i'm working for you, quindi ho alcune cosette nella manica 

Ad esempio.

7 ottobre 2012

Il sedicesimo braccialetto

Cominciamo dunque questo racconto .

C'era una volta,
 in un paesello molto molto lontano immerso nel bel nulla, una festa che vedeva partecipi tutti gli abitanti. Nella piazza principale luci e bancarelle invitavano i cittadini a spendere i proprio soldi in cianfrusaglie apocalittiche . Tra i vari presenti alla festa c'era anche questa principessa di nome Aleja B. che per l'occasione era andata nel famosissimo negozio "Armadio della mamma" e aveva recuperato un bel coprispalle e le scarpe da abbinare ad un vestito dell'estate precedente ma che avrebbe spacciato per appena comprato.


Mise anche un reggiseno che la faceva sentire come Pamela Anderson a , testuali parole, "era impossibile guardarla in faccia" . Con accanto le sue due migliori amiche principesse, vestite anche loro come lei, cominciò a sfilare per la piazza, tripudio di vestiti troppo corti indosso a principessine troppo piccole. 
Dopo avere trascorso parte della serata a parlare male delle altre principesse, cominciò a girare per le bancarelle, spendendo appunto i suoi soldi in minchiate apocalittiche.

Cover iPhone a forma di cassetta

Il sedicesimo braccialetto

Collana con il gufo per Fragola

Scacciasogni 
Felice come non mai di avere buttato via i propri soldi, poteva a quel punto dedicarsi all'attività da lei preferita : la ricerca del principe Innominato. 
Con le sue amiche si sedette in un tavolo in pieno centro dei tre bar principali e si mise a osservare quando all'occhio non gli saltò il suo principe , no, ma un vassallo che aveva aggiunto recentemente su facebook pensando che fosse Innominato. 
Presa di rabbia per non avere ancora visto il suo grande amore, decise di collaudare il suo piano malefico, giusto per vedere se funzionava.
Così diede la borsa alle altre principesse dicendo di andarsene e di lasciarla nella più completa solitudine. Aleja a questo punto si finse spaesata, in cerca di chi in realtà sapeva benissimo dove stava, e dopo essere passata davanti al Vassallo un paio di volte, nello sconforto più totale, gli si avvicinò mentre stava in solitudine pure lui. 
Le gambe di Aleja tremavano, non poteva negarlo e si chiedeva di quali dimensioni sarebbe stata la sua brutta figura, perchè era ovvio che l'avrebbe fatta. 
"Scusa, ciao, non è che potresti farmi mandare un messaggio dal tuo cellulare alle mie amiche ? Non le trovo più " disse con voce carezzevole
Allora il Vassallo prese il suo cellulare e glielo diede. Aleja mandò un "Dove siete ?" al proprio cellulare e premette il tasto verde. 
Attendendo la risposta che sarebbe arrivata presto, i due passarono alle presentazioni .
Tutto stava andando a meraviglia quando arrivarono due Sorellastre che cercavano proprio Aleja ed esordirono con un "Aleja, ma cosa stai facendo qui ?" 
Aleja, sentendo lo sguardo del Vassallo addosso e maledicendo le Sorellastre , disse "Ma vi stavo cercando!" e salutando il Vassallo con un cenno della mano se ne andò con quelle due, rimproverandole. 
Tuttavia, arrivata dalle altre due Principesse, le amiche sue, cercò nella borsa il proprio cellulare, dove spuntava tra i messaggi arrivati un "Dove siete ?" , inviato da lei precedentemente.
Aleja sorrise trionfante : con l'inganno, aveva il suo nome e il suo numero di cellulare.
Era comunque una vittoria, poteva riprovarci con l'Innominato.
Ma poteva mai concludersi in quel modo la festa ?
Ecco che, sconfortata dalla non presenza del suo principe Innominato, entrò in un bar, dove incrociò lo sguardo di un ragazzo Biondo che l'aveva puntata e si mise a scambiare sguardi con questo Biondo, cercando di apparire più principesca possibile. 
Biondo la indicò, mostrandola agli altri ragazzi e stava per avvicinarsi quando ...
BUM! 
Aleja venne investita da una sua vecchia conoscenza, un ragazzo che si mise ad abbracciarla e accarezzarla neanche fosse stato suo marito e Biondo uscì dal bar, sconfortato, mentre Aleja invece cercava di liberarsi dalla suddetta Piovra, che voleva ballare con lei per forza.
Biondo era scomparso, dell'Innominato nessuna traccia e Vassallo avrà pensato che fossi una psicopatica. 
Aleja pensò che era anche ora di andare a casa , così salì sul suo motorino con le altre Principesse all'una di notte e cercando di non perdere scarpe durante il tragitto, tornò a casa.
Ma stasera ci riproverà, perchè è il bello del balli, delle feste, e dei bei ragazzi.



6 ottobre 2012

Nontiscordardime

Fa così caldo ...

Una delle cose più difficili da mandare giù per una donna - oltre, s'intende, al numero della bilancia che si alza -  è certamente quella di venire dimenticate. Ci insegnano fin dal principio al nostro essere uniche, al fatto che siamo soli a se stanti e noi belle bambine eccoci, ci crediamo.
Ma poi ecco cosa è successo oggi .
In questo post ho fatto cenno a questo ragazzo con cui ho avuto un flirt di poche settimane. Come è finita : lui mi ha chiesto di fare sesso, ho detto di no. Bum, non mi ha cercata più. Comunque.
Era nel mio autobus, nel posto accanto a me, perchè solo il suo era libero.
Il cuore comincia a battermi in petto e mi dico "No gli devo parlare o me ne pentirò per tutta la vita" così gli dico "Stavo pensando al fatto che ci trattiamo da estranei quando invece non è successo nulla" . Lui mi guarda, aggrotta le sopracciglia e lo sento dire "Non capisco" . Silenzio. Ancora silenzio.
Mi indico il viso "Aleja. Carnevale. Festa. Cinque del mattino. Io e te contro i muri" e il piccolo criceto nel suo cervello comincia a girare ed ecco che fa "Ahhhhhhh", inutile dire che gli abbia risposto papale papale "Vorrei buttarti di sotto sperando che ti becchi un pino in pieno petto, a sinistra, nel cuore" E l'ho fatto veramente.
Sono scesa dall'autobus e ho visto invece un ragazzino che meno di una settimana fa mi aveva fatto il filo, chiedendomi facebook, numero di cellulare , insomma, tutte queste belle cose.
Pensavo che almeno mi salutasse.
Niente. Tabula rasa. Neanche lui si ricordava di me.
Ragazzi , spero che la vostra memoria sia equivalente alla misura del vostro cazzo e alla capacità a letto. 

2 ottobre 2012

Non ho più l'età.


Sono stata dal parrucchiere. Sapete, ogni tanto devo dare una spuntatina perchè ho veramente TROPPI capelli. Comunque. Ero li e ad un certo punto sento un rumore , uno ZAC di troppo.
Aleja : Ehm ... che succede ?
Parru : NIENTE
A : Ma ... mi fa male l'orecchio.
P : NIENTE ALEJA, NIENTE !
A : E' sangue quello che sto vedendo colarmi dall'orecchio e macchiarmi ? 
P : Traaaaaaanquilla, tra una settimana si cicatrizza !
A : ....................................
Morale della favola : Adesso ,nella carta di identità, nella dicitura 'segni particolari' posso aggiungere 'Particolare somiglianza con Van Gogh" 


Sing me a sad song

A che ti serviranno mai i ragazzi reali se hai me nella tua testa ?

Ieri l'ho rivisto. <-- Link del post del tipo di cui sto parlando.
E l'ho subito comunicato al grande amore della mia vita, la mia anima gemella, la mia futura sposa, Betti , facendole una cronaca perfetta via cellulare. Si, perchè noi abbiamo i rispettivi numeri per dirci le porcate nel bel mezzo della notte, sappiatelo. 
Quindi ecco cosa le mandavo io , ad ogni punto corrisponde un messaggio diverso. Della serie : cronaca in diretta. 

L'ho ritrovato. Sta parlando con una ragazza e io mi sento le gambe molli, non ce la faccio Betti, è troppo. 
Ma ... ma ... Parla in un gruppo che non conosco e mi sento piccola, lo guardo e finalmente mi sento femmina. Che poi anche se fosse vado la e che gli dico ? Madò non ce la faccio D: Mi piace così tanto da stare male ! Sta parlando con un'altra D: E ora se ne è andato con quella. Vaffanculo.
Betti sto per piangere.
Voglio tornare a casa :( Voglio lui ma lui parlava con quella ! Solo che non si toccavano, parlavano soltanto :/ Okay stanno tornando. Ho delle amiche che mi dicono di aspettare paziente che mi noti, che odio. La vera me non l'avrebbe fatto. 
MI STAVA GUARDANDO. Cioè, non so se guardava me, ma guardava dalla mia parte .
*Rotola piangendo* 
Lei gli si è avvicinata, sono seduti e io mi sento il cuore in gola. La settimana scorsa era da solo.
Me ne sto andando, e credo che lui le abbia baciato la guancia.
Ormai sono a casa, alla prossima. Buonanotte.

25 settembre 2012

C.S.I mi fa una pippa


Io, come sapete, abito in un paesello. 
Ma nel mio piccolo, casa mia è diciamo collocata in un punto dove ho tutto vicino. Che QUALSIASI cosa me la ritrovo a circa 100 metri , tutti luoghi che posso raggiungere a piedi. 
Mi serve una ricarica ? Devo fare benzina ? Voglio un gelato ? Devo comprarmi vestiti ? Una lezione di salsa o una bomboniera o un DVD ? Scendo e vado, due passi, neanche per uscire dal garage il motorino .
E poi camminare fa bene, voglio dire. 
Però comunque ormai le giornate si sono accorciate e già fa buio, non che mi faccia di questi problemi. Perchè, voglio dire, abito in un quartiere per famiglie, dove ci stanno una media di cinque bambini nuovi all'anno perchè le donne concepiscono come conigli , quindi non è che io ladro/assassino/ vengo proprio in questo quartiere anche perchè le vecchie dal balcone hanno mille occhi e mille orecchie e ti beccano qualunque cosa tu stia cercando di fare, che sia limonare con la fidanzata o scassinare una porta ( anche se farebbe più scalpore la prima che la seconda ) 
Sono scesa e ho cominciato a camminare facendomi palesemente i cazzi miei, che probabilmente mi confondevo così tanto con i muri che sarei perfino stata investita. E c'erano ancora ragazzini che giocavano per la strada e appena mi hanno vista ( perchè giustamente figuriamoci se mi metto tutta in tiro per fare cinque metri, ero tipo una zanna, proprio in tuta che neanche il più disperato si sarebbe avvicinato. Della serie : Brava Aleja, resta perennemente zitella ) si sono messi a urlare 
"Ma che cammini da sola ? Ehi dove vai ? Non ce l'hai la scorta ?" 
Io Tipo mi sono voltata e ho guardato quei mocciosetti di undici anni circa con le biciclette, appoggiati contro un muro che mi indicavano palesemente alla 'Si, stiamo parlando con te' e mi hanno urlato di nuovo "Attenzione da sola, sta facendo buio" sorridendo lupini.
Piccoli stupratori crescono. 

2 settembre 2012

Seriously, cazz è il taffetà ?

Sono recentemente stata in giro per negozi con mia madre alla ricerca del vestito perfetto per un matrimonio imminente. Veramente per due matrimoni in cui indosserò lo stesso vestito, tanto la cerchia è diversa.
E quindi siamo andate in giro ben sapendo che io ho i gusti così precisi che nient'altro mi sarebbe piaciuto se non il vestito nella mia mente.
Perchè SO che tutti gli altri mi sarebbero stati una merda ai miei occhi e avrei guardato tutti così
Dovete sapere che prima mi facevo infinocchiare da chiunque mi dicesse "Ohhh ti sta un amore" e compravo vagonate di roba che non avrei mai e poi mai messo, facendo incazzare leggermente mia madre.
Adesso invece sono diventata l'incubo di tutte le commesse.

  • Io non provo, io vedo e dico NO, tassativo, che neanche se è il vestito del Papa lo indosserò. 
  • Io dirò sempre di portare la 44 . Se per qualche fortuito caso del destino il vestito sarà largo e mi servirà la 42 ( giorno di festa quando accade ) allora accetterò di buon grado la taglia più piccola. Ma se putacaso il vestito mi stesse invece piccolo e la commessa mi chiede "Le prendo la 46, signora ?" Beh allora vedrete spuntare le fiamme dalle mie orecchie e il vestito ai miei occhi diventerà l'acerrimo nemico, qualcosa da debellare e incenerire e che quindi NO, non proverò la 46, mi faccia vedere qualche altra 44, per Diana !
  • Se putacaso di cinque vestiti da provare tre mi stanno male per varie, varissime ragioni, beh, il mio ego si abbassa ai livelli storici e NIENTE , non c'è NIENTE , voi carissime commesse che possiate fare .

Mi immagino le commesse del mondo che scappano via urlando non appena mi salta in testa di comprare roba.
E comunque. Alla fine, in un negozio sconosciuto e messo in un angolo troviamo il vestito. Provo una 44, mi viene grande , provo la 42, perfetta, perfettissima.  Blu, bellissimo, che lo vedi e te ne vieni nei calzoni.