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2 maggio 2013

#presentiskillingme

Ieri sono uscita e c'era questa bambina di dodici anni grassottella. 
E questo bambino che le urlava che era grassa, un cinghiale, un orso. 
Davanti a tutti, altri ragazzini che ridevano.
E lei che cercava di difendersi ma poi è rimasta in silenzio.
E, lo ammetto, arrivata a casa ho quasi pianto.
Perchè era quello che succedeva a me.

1 aprile 2013

Pesce d'aprile


Ho sempre odiato il Pesce d'Aprile.
Ma è meglio cominciare dall'inizio. 
Non sono mai stata una bulletta, di quelle che si mettono a capo del branco di lupi e dettano legge alle altre bambine. Perchè vi pare che le bambine non abbiano il concetto di gruppo sociale ?
Quelle basta un'occhiata e già sanno in che cassonetto buttarti in maniera di differenziata. C'è il cassonetto di quelle bambine che tu non vorresti mai farti amica, il cassonetto di quelle che non ti piacciono, ma hanno le scarpette di Lelly Kelly quindi te le tieni giusto per, e quelle quattro che vanno bene per il tuo concetto di schiavi per il tuo trono da regina del male. 
Io poi ero un caso unico. Avevo le Lelly Kelly ma continuavo a stare nel primo cassonetto.
E c'è divertimento migliore di fare un bel pesce d'aprile ad una come me ?
Vi dico soltanto che, capita l'antifona, il il primo aprile a scuola non ci andavo mai. Se era sabato non uscivo, non rispondevo al telefono o visionavo i messaggi. 
Io il primo aprile, non esisto.
Me la sono presa anche a malattia perchè ancora adesso perfino se mia madre "Ciao Ale" io la guardo male pensando che mi stia prendendo per il culo. 
Voi che rapporto avete con questo giorno ?
Vi sono mancata ? ( Ho bisogno di affetto preparatorio per il prossimo post dove aggiorno sulla mia vita )

8 dicembre 2012

Ciao nonno.

"Sai Ale, c'era anche la versione con la bambina, ma questo pensavo ti sarebbe piaciuto di più"
Mio padre mi conosce bene ♡


Avevo dieci anni. Sono passati sette anni oggi. 
Eravamo in macchina, stavamo tornando a casa ed era sera. Papà guidava e mamma era messa nel sedile posteriore con me, che mi guardava con gli occhi lucidi. "Ale, nonno non c'è più". Papà fece una brutta frenata, come se l'avesse realizzato in quel momento.
Faceva il miglior pan di spagna del mondo, raccontava le migliori favole, e diceva a tutti che un giorno avrei fatto grandi cose, che non sarei mai stata come le altre bambine. 
Di lui mi rimane solo una foto gelosamente custodita da mia nonna a casa sua, perchè papà le ha fatte togliere tutte. E' una foto scattata per il mio decimo compleanno, l'ultimo passato assieme. 
E mi piace ricordarlo come in quella foto.
Ciao nonno Mimì, mi piacerebbe che tu vedessi chi sono diventata, se la tua unica nipote è una persona di cui andare fieri. Ogni tanto ti sogno, mi parli, mi abbracci, ma non mi basta mai.

6 dicembre 2012

Adesso non ho veramente più l'età.

Stavo bazzicando su Youtube come mio solito in quei momenti di riposo in cui non scrivo il nuovissimo capolavoro della letteratura italiana che Manzoni mi fa una pippa a due mani e mi sono messa a cercare quella vecchia musica che si ascoltava negli anni 90' e primi 2000.
Anche se per cinque anni, io sono figlia degli anni 90', ringraziando iddio.
No, dico, ma voi ve la ricordate questa ?



Cioè, io l'ascolto e piango, per dire . ( Non che ultimamente ci voglia molto a farmi piangere, eh )
Ragazzi che se la canticchio mi prendono per una fumata che sta cercando una dose mentre ha la testa infilata in un tombino.
Ma questi paragoni pertinentissimi ...



Roba che quando ero piccola andavamo io e la mia famiglia in uno di quei villaggi turistici e mentre imparavo ad andare sott'acqua e mi sentivo figa se i miei cugini mi portavano nell'acqua alta questa la mettevano ogni due secondi. E le ragazze grandi, con quei costumi a vita più alta di me che la ballavano cercando di attirare l'attenzione dei ragazzi mentre io, con le tettine scoperte, un caschetto che sembravo Fantaghirò cercavo di non scivolare sul pavimento bagnato e non scoprire anche le chiappette.
Mi sento seriamente vecchia. Ti senti vecchia quando ti ricordi dei tamagochi o come cazzo si chiamavano che quanto piangevo per averlo e quando me l'hanno regalato lo facevo morire per sadismo. Perchè alle elementari se non avevi l'animaletto elettronico mica ti cagavano gli altri bambini. Era normale, era in , chic che mentre la maestra ti spiegava la tabellina del 9 ti squillava l'animaletto e tu lo tiravi fuori guardando tutti con aria di superiorità dicendo "Scusi maestra, ma il mio cucciolo ha bisogno di me" - realmente accaduto.
E mi bastano forse gli eiffel 65 ? NO. Voglio farmi del male, quindi eccola.



Che poi a me piaceva assai Alexia , tanto che la capostipite del mio allevamento di lumache - non chiedete - si chiamava proprio così. Dai, Alexia era figa. Era troppo figa. La mia sua preferita era Egoista, avevo 8 anni e la mettevo a manetta in camera mia mentre ballavo in maniera decisamente discutibile.
Ah, ma perchè, vogliamo parlare di PAOLO MENEGUZZI ? Che quando andavo alle elementari tra le cose da fare prima di morire era farsi a Meneguzzi ? ( Bambina precoce, lo so )
Che poi - non a caso - assomiglia al ragazzo a cui ho dato il mio primo bacio. Casualmente eh. Non pensate a male.


Mi sento vecchia. E voi ? Quale sono le canzoni che vi sanno sentire vecchie ? I ricordi che vi fanno sentire vecchi ? 

3 dicembre 2012

Spezzare una lancia a favore dell'amore.

Una delle mie peggiori foto, daje !

Stavo riflettendo. 
Abbiate paura. 
Stavo riflettendo sul perchè shippo il Delena ( Damon/Elena nel Diario del vampiro ) e sul perchè pianga come una disperata con questo video .
Sostanzialmente perchè Elena si innamora subito di Stefan . Bam, è tutto facile, il solito amore idilliaco. Con Damon no. Con Damon è molto sguardi, è molto gesti.
E io che odio i contatti umani troppo intimi, io che non ho mai avuto tutto troppo facile, troppo amore vero, che alla fine fine non sappia nemmeno cosa voglia dire venire ricambiati dalla persona che si ama, mi sento un poco Damon.
Te pareva, sono ancora una volta l'uomo.
Così io oggi voglio spezzare una lancia a favore dell'amore, giusto una volta. Perchè non sono mai stata ricambiata ma ho amato e perso, sempre. Ma se non avessi perso non sarei quella di adesso, quella donna indipendente, che sa stare da sola. 
Mia madre lo dice sempre : nel momento esatto in cui capisci di poter stare da sola, allora e solo allora puoi veramente condividere la vita con qualcuno.
Non bisogna amare solo perchè si ci sente soli. 
Ma ecco che vi dono un mio ricordo di un passato di soli pochi mesi, uno dei momenti più belli della mia vita che mi ha fatto pensare per un millesimo di secondo "Ecco, questo è l'amore, magari questo vuol dire essere ricambiati" 
Inutile dire che sappiamo tutti come è finita, ovvero come finisce sempre : io che vado a raccogliere cicoria per dimenticare la batosta. 
Ma vi regalo questo momento.
Ero sull'autobus, il ragazzo che mi piaceva messo nel posto opposto al mio. Era notte, lui dormiva e stava per cadere a causa delle scosse dell'autobus. Così mi sono allungata verso di lui con la mano per metterlo di nuovo dritto. Gli ho sfiorato la guancia e lui si è strofinato contro il dorso della mia mano, me l'ha baciato, ha sorriso - uno dei sorrisi più belli che abbia mai visto, di quelli senza mostrare i denti, di quelli non forzati - e si è addormentato di nuovo sistemandosi meglio.
Sono rimasta con la mano sotto la sua guancia per tutto il tragitto.
Ho seriamente pensato di essermi innamorata, di non avere mai amato nessuno come stavo amando lui.
Poi ha cominciato a fare il filo alla mia amica e io sono tornata quella di sempre. 

12 novembre 2012

La ggioventù che non ti aspetteresti

E poi vengo a scoprire che per mamma non c'è stato solo papà e per papà non c'è stata solo mamma.
So che è da stupidi, ma mi è sempre piaciuto pensare ai miei , dato che si sono messi assieme relativamente giovani, come se fossero stati rispettivamente il primo amore.
E invece no.
A mia mamma piaceva un ragazzino che stava non molto lontano da casa sua, e infatti papàggiovane era gelosissimo i primi tempi in cui stava assieme con mammaggiovane.
Anche mio padre aveva una cottarella, ma non vuole dirmi di più.
Cioè, io non ce li vedo i miei genitori ggiovani, andare alle feste, a scuola e a fare quelle cose che faccio io con i miei amici. Neanche i cellulari c'erano. La gente si scriveva le lettere ( e i miei ne scrivevano tante ma tante tante ) .
Voglio dire, se penso a mia madre con la permanente, in pieni anni 80', vestita in questa maniera
mi prende il magone. Penso che i miei quando erano ggiovani, non fossero poi così male. Oddio, erano e sono proprio l'opposto. Papàggiovane sempre serioso, con i capelli rossi rossi e riccissimi, con la panzetta, che gioca a calcio e si aspetta di vedere sugli spalti mammaggiovane , con la frangetta e il maglione largo, che anche se era una strafiga non le piaceva molto farsi vedere. 
E poi mi immagino quando si sono messi assieme, quando papàggiovane chiamò mammaggiovane perchè non ce la faceva a dichiararsi a voce, con sicuramente nonnoggiovane che stava già pronto con il fucile per andare ad accopparlo, quando mia mammaggiovane lo sapeva dal secondo anno delle superiori che papàggiovane la voleva, ma lei non se l'era mai veramente filato.
Ma poi ha ceduto. 


10 novembre 2012

Aspettando il marchese.


Ci si sente grandi troppo presto. Ricordo che quando andavo alle medie, trovai un assorbente nello zainetto rosa a fiori di una mia compagna ed entrai nel panico. Presto sarebbe capitato anche a me, ed esaminavo le mie mutandine ogni volta che andavo in bagno, in preda al terrore. Le mie amichette invece l invidiavano e anche loro si controllavano, ma per il motivo opposto. Attendevano con ansia il momento in cui sarebbero cresciute , esultando come matte quando accadeva, parlando come donne vissute sulla miglior marca di assorbenti.
A me invece niente, tanto che i miei cominciarono a preoccuparsi, e io speravo di essere un maschio e di non essermene mai accorta.
Quando mi vennero anche a me , le mestruazioni ,avevo 14 anni e mia madre mi lanciò un assorbente dalla fessura della porta del bagno, lasciandomi con quel pacchetto viola in mano, non sapendo minimamente cosa fare.
Il giorno dopo mi disse che potevo scegliere qualcosa e che me lo avrebbe comprato, per festeggiare il lieto evento.
Scelsi una bambola.
Io non volevo crescere, non ho mai voluto crescere. Non mi sono truccata fino ai 15 anni, non ho messo un reggiseno prima dei 12 anni, non sono tornata a casa dopo mezzanotte prima dei 16 anni.
Ci sono tante cose che ormai le bambine-donne fanno, che si perdono, che non sapranno mai.
Vogliono crescere in fretta , i ragazzi, le sigarette , il sesso , le bugie , il rossetto e i tacchi.
Io a 17 anni suonati vorrei tornare al tempo in cui non sapevo neanche cosa fossero quelle cose.

22 ottobre 2012

Ti vuoi mettere con me ?


Giusto perchè mancano dieci giorni al mio compleanno, torniamo insieme nel tempo e scriverò un fatto del mio passato fino al giorno fatidico !
Ieri avevo sei anni, oggi ne ho undici, vado in prima media e conosco il mio compagno di classe che sta con il banchetto davanti al mio.
Partiamo dal presupposto che quando andavo alle medie, ero peggio di una muta. Io non parlavo, io prendevo un foglietto, scrivevo quello che avevo da dire e lo davo alla persona interessata. 
Conobbi quindi A. , un bambino tanto simpatico, con quelle labbrucce a goccia che ancora oggi le vedo e sospiro. 
Ma a undici anni non lo cagavo di striscio. 
Fu lui a cagare me. O meglio, lui disse alla mia compagna di banco che mi trovava simpatica, che a quei tempi era una vera dichiarazione d'amore. Quando mi arrivò questa notizia dato che mi sentivo figa ad avere uno spasimante, giusto per non rifiutarlo, presi un biglietto e ci scrissi sopra "Mi stai simpatico anche tu" .Campane sonanti, A. fu il mio primo fidanzatino ufficiale, l'unico veramente ora che ci penso. 
Siamo stati assieme un mesetto e ci tenevamo la manina e udite udite gli avevo anche dato un bacio sulla guancia, che trasgressiva.
Cosa accadde ?
Quello che accade sempre con me.
Mi disse non più che gli stavo simpatica, ma che gli piacevo proprio tanto tanto.
Così , incapace di parlare, gli scrissi un altro biglietto pregandolo di non dirmelo mai più. 
Non lo fece, continuò. Iniziai a sentire le catene che avvolgevano le mie asili gambette da undicenne che mi legavano a lui, e la cosa non mi stava più bene.
Nel frattempo un altro mio compagno, S. , era diventato il prototipo dell'amore non corrisposto : ovvero, io potevo anche amarlo, ma lui non mi guardava.
Il sapere che non sarei stata ricambiata mi faceva sentire libera, non mi dava la sensazione delle catene.
Presto fatto, scrissi un altro bigliettino dove lasciavo A. per mettermi in adorazione di S. per tutte le medie.
Senza ovviamente mai venire ricambiata, figuriamoci. 

21 ottobre 2012

Maschi, bleah !


Giusto per rimettere un poco di acidità da queste parti.
Sono piccoli aneddoti che mi vengono in mente la mattina, quando addento il mio cornetto e guardo lo schermo del computer.
Avevo circa sei anni e un mio compagnuccio di scuola stava a casa mia. Capitemi, ero una bambina, stavo scoprendo le giuoie della cottarella da marmocchi, e quindi mi invitavo i maschietti a casa, nella mia cameretta, assolutamente con la porta chiusa.
Stavamo a giocare all'impiccato sul mio computer giocattolo, che sembrava un computer vero e quindi mi faceva sentire una gran figa. 
Toccava a lui pensare alla parola per giocare e a me indovinare.
La parola che scrisse fu "Mi piaci tanto" , con tanto di spazio, perchè il computer giocattolo può. 

Lo feci cadere dal mio letto rosa con gli orsetti e prendendolo per un orecchio gli urlai "Non me le devi dire queste cose". Scoppiai in un pianto disperato e lo buttai fuori di casa praticamente a calci in culo.
Non mi ha più parlato da quella volta.

14 ottobre 2012

Happy Bday blog !


Mica me ne ero accorta, sapete ? E' un anno esatto che ho aperto questo blog. Cosa mai avvenuta, poichè ho sempre chiuso e aperto altrove, e invece no, stavolta sono ancora qui !
Nel primo post la cosa che mi ha più colpito è stato dire "Voglio farmi crescere i capelli, questa volta per davvero, per costruirci una nuova Alessandra sopra", quindi capirete che quando sono stata costretta a tagliarli a causa delle bruciature da troppa piastra, ho voluto piangere come non mai.
Quando una donna taglia i capelli taglia anche la vita che si era portata dietro fino a quel momento. Ma io non volevo tagliare la mia vita, perchè è perfetta così.
Un'altra cosa che dicevo nel primo post è "La vita è una cosa meravigliosa" e lo penso adesso, benché abbia avuto un attimo di smarrimento a giugno, quando stavo per abbandonarla per sempre.
Quindi per l'occasione vi svelerò una cosa di me, del mio passato.
Pronti ?
Alle medie avevo un soprannome.
Partiamo dal presupposto che l'Aleja di adesso e l'Aleja delle medie sono due entità completamente differenti e separate. 
Pensate che credevo anche nel vero amore, a 13 anni. Cioè, da flebo proprio.
E credevo che qualcuno mi avrebbe amato anche se non pesavo 5 kg, che idiota, no ?
E quindi mi avevano dato questo soprannome, giusto per ricordarmi quanto i tredicenni possono essere cattivi : mi chiamavano orso bruno. 
Bruno perchè avevo una massa informe di riccioli castani, orso perchè ero bassa e grassa.
Forse inconsciamente è per questo che cambio spesso colore di capelli.
Forse inconsciamente è per questo che non sopporto vedere le persone grasse, che vedere persone grasse mi fa venire l'orticaria. ( Vi prego, non uccidetemi per questo, ci sto lavorando )
E sapete una cosa ? Ancora ogni tanto lo vedo negli occhi e nelle bocche dei miei compagni del paesello quella sensazione, quello sguardo che dice soltanto : io so chi eri, e posso urlarlo adesso, davanti ai tuoi nuovi amici, e farti tornare nell'abisso.
Questo perchè il 31 ottobre è il mio compleanno e le mie "amiche" mi hanno già chiesto di fare la festa un altro giorno, perchè loro devono andare alle feste. In sintesi preferiscono andare ad una festa Dio-solo-sa-dove che alla mia festa di compleanno.

Scusate, ogni tanto torno ad avere 13 anni.
Ma buon compleanno blog !